“…Quando mi sono sposata, ho chiesto che la casa avesse il riscaldamento, perché non volevo la stufa!”
“…Era bellissimo! Si viveva in maniera serena e non è che io voglia tornare indietro perché ero giovane o per chissà quale ragione, ma perché si stava meglio!”
Vengo dalla Puglia, da Gravina di Puglia, in provincia di Bari. Sono arrivata il 20 aprile del ‘68 a 16 anni. Sono venuta con mia sorella, perché mi era mancata mia sorella di giù che è stata quasi una mamma. Avevamo 20 anni di differenza circa e io stavo con lei. I miei genitori erano contadini e stavano in campagna e io, andando a scuola, stavo in paese da mia sorella. Quando è mancata io non sono più riuscita a stare giù e quindi un’altra mia sorella, che stava già ad Alessandria, mi ha chiesto se volessi venire qui e sono venuta. Ho abitato in centro e nel corso della mia vita ho cambiato casa. A 18 anni mi sono sposata e mi sono anche spostata, ma sono rimasta sempre nella stessa zona. La prima casa era una casa con due camere da letto, soggiorno cucina e bagno. Io dormivo nel soggiorno. Che bello che era! Andavi dal tuo macellaio, dal tuo droghiere… tornerei a quei tempi!
Avevi più da fare e da parlare! Andavo in Via Gramsci, dal fruttivendolo Gustavo, poi da Negri in drogheria poi in via Bergamo il macellaio. Era bellissimo! Si viveva in maniera serena e non è che io voglia tornare indietro perché ero giovane o per chissà quale ragione, ma perché si stava meglio! Andavamo anche al mercato, prima era in piazza della Libertà. Ma comunque la spesa di riferimento era nei negozi di cui parlavo prima. Al tempo si compravano pochi vestiti, non c’è lo spreco di adesso! Andavamo da Anfossi e con un vestito facevamo tutta la stagione.
Non ho avuto problemi a trovare lavoro, per molto tempo ho fatto le pulizie da una signora. L’ho trovato con facilità. Mio cognato era barbiere e avevamo molti clienti, tra cui dei signori che cercavano qualcuno che facesse le pulizie e io mi sono proposta. Ho lavorato in Via Trotti. Ho deciso di smettere di lavorare i primi tre anni quando è nato mio figlio, perché volevo stare con lui. Poi a tre anni l’ho iscritto alla scuola materna. Anche se, a dire la verità, non ho proprio smesso di lavorare. Lavoravo di notte. Al tempo, in Alessandria, c’erano molte fabbriche di scarpe e io di notte cucivo le suole. Era un lavoro che mi permetteva di guadagnare, ma anche di stare a casa con mio figlio.
Quando qualcuno poteva guardarmi mio figlio, andavamo anche al cinema. Quando il cinema era all’aperto lo portavo con me all’Ambra. Mentre per il cinema al chiuso andavamo in Via Dante. Ho avuto la fortuna di stare con mia sorella, mi sono spostate a 18 anni e sono sempre stata bene, non ho avuto problemi a trovare lavoro. Anche con le persone, visto che al tempo c’erano discriminazione nei confronti dei meridionali, non ho mai avuto problemi. Non posso dire di aver provato brutte cose. Anche per la ricerca delle case, mai avuto problemi. I miei momenti di gioia sono stati sicuramente la nascita di mio figlio, quando ho conosciuto mio marito, che era sardo. Oppure i momenti in famiglia in cui eravamo tantissimi e venivano in Alessandria. O anche quando tornavamo giù per fare visita ai miei genitori, quelli erano momenti bellissimi.