Il mio paese di origine è il Marocco, la città Meknes. Abitavo in città e sono arrivata in Alessandria nel gennaio 2017, ma prima a Torino il 12/4/12. Quando sono arrivata in Alessandria avevo 28 anni. Sono venuta da sola per lavoro, non ho mai pensato di lasciare il Marocco ma avevo 4 zie in Italia, ho lasciato la scuola per mantenere la mia famiglia. Un’amica di mia zia, che era carabiniere, aveva bisogno di una badante per sua mamma, ha sentito parlare di me dalla zia e si è attivata per farmi avere il nulla osta e il permesso di lavoro in Italia. Sapeva che eravamo poveri e mi ha pagato il viaggio.
La mia famiglia era d’accordo sulla mia scelta di emigrare, io facevo l’operaia in un’azienda di confetture mio padre non lavorava
Ho scelto la città di Alessandria perché ci abitava il papà di mia figlia, ma sono stata prima a Torino poi a Pontecurone
Mi ha aiutata a venire in Italia la signora carabiniere amica della zia, sono arrivata in aereo, mi dispiaceva lasciare la mia famiglia ma ero decisa. Non è stata una scelta, era un destino
Quando sono arrivata in Alessandria abitavo in centro via 1821, nel palazzo c’erano famiglie albanesi. Ora sono in via Parma sempre in centro, ho ottenuto una casa di emergenza dall’assistente sociale perché ero in difficoltà a pagare l’affitto. Viviamo lì io e mia figlia. Nel palazzo ci sono molti altri stranieri: afghani, del Togo, Repubblica Dominicana, Ucraina.
Faccio la spesa in centro vicino casa perché non ho l’auto, la frutta la prendo in via Milano, il macellaio è arabo. Poi vado al mercato in piazza Garibaldi per i vestiti o in centro dove conviene
Frequento la scuola serale per prendere la licenza media e lavoro come colf, ho trovato lavoro con il passaparola. All’inizio è stata la signora carabiniere a chiamarmi per fare la badante a sua mamma
Non ho trovato difficoltà e problemi sul lavoro e a scuola, a volte sento discriminata mia figlia alla scuola dell’infanzia perché è vivace. Le maestre mi hanno ripresa perché è andata a scuola con i capelli sciolti, ma alle altre bambine lo consentono. Mia figlia è vanitosa e preferisce avere i capelli liberi e non legati
Quando sono partita dal Paese sognavo di finire gli studi, mi piaceva economia, mi sarebbe piaciuto lavorare in un ufficio
Trascorro i giorni festivi passeggiando in centro, a volte andiamo a feste organizzate dalle amiche o vado a trovare mio zio in paese
Non vado in moschea, si può pregare anche a casa. Non ci andavo neanche in Marocco. La moschea è un posto x uomini non è consigliata alle donne. Prego a casa
Sono legata ad alcune tradizioni del mio paese, il ramadan e le feste delle nostre usanze. Per l’occasione mi metto abiti marocchini e cucino piatti tipici
Ho amici Italiani e stranieri, un po’ e un po’.
Quando sono arrivata in Alessandria le difficoltà maggiori che ho dovuto affrontare: ero disoccupata con una bambina piccola. Per risolverle sono andata ai servizi sociali, qui non c’è la famiglia e la rete parentale
Sono stata trattata bene dagli alessandrini, gli italiani mi piacciono, parlano tanto e ridono tanto. Sono accoglienti, sono buoni
Il rapporto con i vicini di casa è buono, e anche con i compagni di scuola, sono tutti stranieri come me e ci aiutiamo. Io vado bene sono in difficoltà solo con l’inglese
Ho iniziato a sentirmi inserita nella comunità alessandrina dopo un po’
Le maggiori differenze tra gli immigrati che arrivano da Paesi diversi secondo me, è che i nigeriani sono forti, parlano a voce alta, hanno modi decisi
Sono soddisfatta della scelta di emigrare perché in Marocco avrei avuto più difficoltà, la donna divorziata è vista male, è una poco di buono che aspetta solo gli uomini
Sono ritornata al mio Paese solo 2 volte da quando sono in Italia e se potessi tornare indietro verrei nuovamente in Italia.
Un aneddoto della vita di migrante: la cosa più bella è stata la prima signora per cui ho lavorato, era la mia famiglia qui in Italia. Quando è mancata mi è dispiaciuto tanto