(La persona intervistata, ora residente a Castelletto D’Orba (AL), ha vissuto nel primo periodo del suo arrivo in Italia nella città di Alessandria. A differenza di molti migranti, non si è trasferita in Italia per motivi economici o sociopolitici ma dopo aver conosciuto il suo attuale marito nella filiale ungherese della ditta in cui entrambi lavoravano.)
La signora Andrassy Bernadett, che risiedeva e lavorava a Budapest (Ungheria) è arrivata ad Alessandria nell’ottobre del 2001, all’età di 24 anni.
È giunta ad Alessandria per convivere con il suo fidanzato (ora marito), senza la sua famiglia che tutt’oggi è ancora in Ungheria.
La scelta del luogo di residenza è stata motivata dal fatto che essendo abituata a vivere in una grande città e dovendosi ambientare in Italia, Alessandria era la città più grande nelle vicinanze del luogo di lavoro dell’allora fidanzato.
Lei e il fidanzato avevano affittato un alloggio in zona Cristo, per poi trasferirsi dopo poco più di un anno nell’ovadese, ritornando poi nel 2018 in Alessandria, ormai sposati e con tre figli, rimanendo in città poco più di un anno ed, infine, cambiare nuovamente luogo di residenza per motivi familiari.
Nel corso dei periodi trascorsi in Alessandria la signora Andrassy non ha avuto modo di incontrare o conoscere altre persone originarie del suo paese.
L’alloggio in cui lei e il compagno abitavano era al primo piano di una palazzina; l’appartamento aveva due camere, una cucina, un soggiorno, un bagno ed un piccolo cortile in comune.
I negozi che frequentavano sia per gli alimenti che per l’abbigliamento erano gestiti da italiani. Qualche volta frequentava il mercato in piazza Ceriana o in piazza Garibaldi.
Dopo un certo periodo che era in Italia ha frequentato un corso di italiano per stranieri per poter, in futuro, accedere al mondo del lavoro, dal momento che col compagno parlava per lo più inglese. Dopo essersi sposata ha fatto qualche colloquio di lavoro presso uffici internazionali, ma, nel frattempo, ha scoperto di aspettare il suo primo figlio e, in accordo col marito, ha deciso di non cercare lavoro. Nel suo tempo libero, quando abitava in Alessandria, frequentava i parenti e gli amici del compagno.
Nel periodo in cui ha abitato in città, con marito e figli, frequentava la parrocchia di San Giuseppe Artigiano in zona Cristo.
Delle feste cittadine ricorda in modo particolare il Carnevale. In città, con il compagno, andava spesso al Teatro Alessandrino e al Multisala Kristalli. Le difficoltà maggiori riscontrate nell’ambientarsi sono state la lingua e la diversa visione del ruolo della donna nella società italiana rispetto alla società ungherese. La signora Andrassy ritiene comunque che per vivere bene in un altro paese è necessario adeguarsi agli usi e costumi del luogo in cui ci si trasferisce.
Fin dai primi tempi, pur avendo difficoltà con la lingua, non ha mai avuto problemi con i vicini o con altre persone con le quali ha interagito nel corso del tempo trascorso in Alessandria.
Già in origine non ha avuto problemi ad integrarsi nella città, con la nascita dei figli poi che hanno frequentato le scuole e i centri sportivi cittadini, il grado di integrazione è aumentato ulteriormente.
Per quanto riguarda gli immigrati di oggi è dell’opinione che spesso siano poco propensi ad adeguarsi alle usanze del luogo dove stanno provando ad inserirsi.
Pur essendosi ormai trasferita altrove è rimasta legata ad Alessandria sia come città che per i rapporti personali che vi ha costruito.