Vengo dalla Sicilia, da Licata. Abitavo in un porticato pieno di topi. Sono arrivata in Alessandria nel ’59, mi sono sposata a Licata e avevo già 5 figli tutti nati in Sicilia. Mi sono sposata a 14 anni non ero ancora signorina. Al Municipio hanno detto che dovevo avere almeno 15 anni per sposarmi, e avevamo fatto il compromesso con un bacio sulla guancia. Ma mio marito doveva partire soldato in marina e non voleva partire senza aver fatto il matrimonio. Sono venuta per tenere la famiglia unita. Non c’era lavoro e i figli sarebbero emigrati tutti, in Germania, in Francia, in America… avevo già degli zii in Francia, quello era il destino.
Sono venuta proprio in Alessandria perchè c’era un figlio di un amico di mio padre che era qui, io sono stata la prima a venire, poi sono arrivate tutte le sorelle. Abitavamo alle Casermette, il Comune ci ha mandati lì e ci ha affittato la casa, dove stava solo la mia famiglia.
Era una camera grossa divisa da tende con le finestre con le sbarre. Il bagno era fuori e avevamo la stufa a legna. Nel quartiere mi trovavo bene, eravamo tutti siciliani. Si faceva la spesa in un negozio lì dove abitavamo poi anche al mercato coperto in via S. Lorenzo, prendevamo il filobus. La chiesa ci aiutava con scarpe e vestiti.
A scuola andavo alle Casermette. Mia mamma cuciva in casa mio papà faceva il muratore. Tutto intorno c’era la campagna e giocavamo fuori. Le domeniche in casa, non siamo mai andati in colonia né mai più tornati in Sicilia. Andavo a messa alla parrocchia della Don Bosco al Cristo.
I piemontesi non ci potevano vedere, non affittavano ai meridionali. Una volta non mi hanno affittato un alloggio perché hanno visto che avevamo 5 figli.
Però al Villaggio avevamo anche dei vicini di casa piemontesi e ci volevano bene. Ci hanno dato la casa popolare al Villaggio, era grande.
Un aneddoto di quel periodo: quando ho chiesto la casa popolare sono andata in comune, ero sola perché mio marito lavorava, ero giovane e l’impiegato del comune mi ha detto che dovevo essere una signora carina se volevo avere l’alloggio. Mascalzone